La Liberazione dal nazifascismo ieri e oggi

di Angelo Moreschini

Il 25 aprile è festa della liberazione dell’Italia dalla dittatura fascista, dalla guerra, dall’occupazione tedesca, è la festa dei partigiani che insorsero insieme alla popolazione in tutte le città del nord Italia cacciando i soldati tedeschi, è la festa della rinascita democratica dell’Italia, dell’Italia repubblicana, dell’Italia con la più bella Costituzione del mondo.

La Liberazione è un dono ricevuto dai nostri padri, madri e nonni, dalle lotte di contadini e operai, è insieme memoria da mantenere e principio di vita da costruire, ogni giorno proiettato verso il futuro.

Purtroppo da un po’ di anni, con l’aggravarsi della crisi economica e delle difficoltà di molte famiglie, ha ripreso spazio la propaganda fascista e nazista per proporre l’odio verso i diversi, il nazionalismo, l’uomo solo al comando, la difesa degli interessi dei ricchi e i pacchi dono ai poveracci, al posto della democrazia, dei diritti al lavoro, alla salute, allo studio, della solidarietà e della libertà.

Questa ripresa di temi cari al fascismo e al nazismo va contrastata perché come diceva Sandro Pertini, il più amato presidente della repubblica:

“Il fascismo non può essere considerata una fede politica. Il fascismo è l'antitesi delle fedi politiche, perché il fascismo opprimeva tutti coloro che non la pensavano come lui. Io combatto, ma combatto sul terreno democratico.”

E sul terreno democratico in questi mesi è stata combattuta una battaglia molto significativa…

Anacleto

Occorre
Inasprire le pene per chi inneggia al fascismo e al nazismo può essere un deterrente, soprattutto per molti giovani e fanatici che pensano che possano dire e fare ciò che vogliono e restare impuniti.

Anche a Castel Madama purtroppo, si verificano ogni tanto questi episodi di fascismo.

Proprio un anno fa... Nella notte tra il 29 e il 30 aprile 2020 alcuni ignoti, violando tra l’altro la norma del coprifuoco, hanno imbrattato le serrande della Cartoleria Teorema, con la scritta “Ciao bella”, intramezzata dalla croce celtica, simbolo dei movimenti di estrema destra.

Una chiara manifestazione di apologia di fascismo

Nei giorni precedenti il 25 aprile, i proprietari dell’edicola avevano esposto sulle stesse vetrine una bandiera italiana con la scritta “una mattina mi son svegliato... BELLA CIAO”.

Qualche giorno prima, il 24 aprile un cittadino aveva scritto un post su facebook dicendo che il tricolore con sopra la scritta “bella ciao” è un reato di vilipendio della bandiera nazionale. Il Vicesindaco del nostro comune commentò il post con queste parole: “Bravo xxx dipende chi commette il reato... se è una zecca non è reato. La legge non è uguale x tutti.

Quelle parole di fatto disconoscono che la Repubblica democratica italiana è nata dalla lotta di Resistenza e dicono indirettamente che il 25 aprile 1945 non è stata una Liberazione, ma un oltraggio alla Patria. Questo sì è vilipendio della Repubblica italiana.

Ma un Comunicato stampa e la presentazione di una mozione della minoranza in consiglio comunale circa la scompostezza istituzionale del vicesindaco, sono restati senza risposta.

Un’amministrazione comunale deve agire ogni giorno nel rispetto della Costituzione nata dalla Resistenza, deve difendere i valori democratici facendo informazione e promuovendo la partecipazione dei cittadini alle scelte, favorendo l’emancipazione di tutte le persone.

Chiudiamo accogliendo la proposta dell’ANCI per questo 25 aprile di deporre un fiore in ogni strada o luogo il cui nome è legato alla Liberazione, ci rechiamo quindi a via XXV Aprile e lì ci salutiamo.


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