Scuolabus

a cura di Angelo Moreschini

Come promesso continuiamo il ragionamento sul TPL, ma oggi parliamo di un particolare servizio di mobilità per i cittadini, lo scuolabus. Anche in questo caso il trasporto pubblico può migliorare la vita delle persone, la riduzione del traffico e dell’inquinamento nelle vie del paese, quindi la qualità della vita dei cittadini residenti a Castel Madama. Inoltre è intimamente collegato con il diritto allo studio dei giovani alunni.

Castel Madama anche in questo caso si distingue per la mancanza di attenzione verso un servizio pubblico importante, per usare un eufemismo, perché come vedremo dal 2014 ad oggi l’amministrazione se ne è altamente infischiata. Ma ricostruiamo un po’ le vicende:

Castel Madama possiede uno scuolabus grazie ad un finanziamento della Provincia di Roma consegnato al Comune nel maggio del 2011, proprio nei giorni in cui Pascucci diventa sindaco di Castel Madama. Era ed è importante attivare il servizio perché un quinto della popolazione castellana risiede fuori dal centro urbano, circa 1500 persone e molta di più nei nuovi quartieri, comunque distanti dai plessi scolastici.

Per sollecitare l’amministrazione ad attivare il Servizio Scuolabus, nel 2012 si era formato spontaneamente un comitato di genitori, che sostenuto dalla minoranza in Consiglio comunale ottenne nel febbraio 2013 lo svolgimento di un’indagine conoscitiva da parte dell’assessorato competente, attraverso la quale furono raccolte 17 pre-adesioni al servizio scuolabus.

Ritenendo poco attendibile tale rilevazione, la minoranza insieme al Comitato dei genitori si attivò per una nuova indagine, telefonando a tutte le famiglie potenzialmente interessate, molte delle quali non erano state raggiunte e quindi erano allo scuro di tale iniziativa. L’indagine rilevò altre 31 famiglie, che sommate alle 17 rilevate dall’amministrazione portavano a 48 utenze pronte ad aderire.

Oltre alle 31 adesioni, la minoranza in Consiglio comunale e il Comitato genitori avevano consegnato al sindaco una ipotesi di progetto del servizio, con notevole risparmio di spesa perché proponeva la ricerca di sponsor, disponibili a dare un contributo in cambio della pubblicizzazione della loro attività sulle fiancate dello scuolabus. Il ricavato da tali contratti di sponsorizzazione sarebbero stati sottratti alla quota di spese del servizio a carico dei genitori.

Inoltre Comitato e Minoranza avevano contattato una ditta che calcolò una spesa mensile di circa 2700 euro per svolgere tale servizio, utilizzando in comodato d’uso gratuito lo scuolabus del Comune. Questo perché il servizio per la sua complessità non poteva e non può essere gestito in House ma deve essere affidato ad una società del settore, ad esempio la Cat.

Dopo un positivo dibattito in consiglio comunale si era arrivati a definire la copertura delle spese del Servizio, al 50% (ISEE?) tra Comune e Utenti, ma tutte le entrate provenienti da sponsor sarebbero state utilizzate per ridurre la copertura annuale da parte delle famiglie in tre rate. Interessante e utile che lo scuolabus poteva essere utilizzato fino a 50 km dalla scuola per visite didattiche e da associazioni locali per attività con minori da 3 a 13 anni.

Il 19 luglio 2013 il consiglio comunale deliberava all’unanimità l’istituzione del servizio e le norme che lo avrebbero regolamentato.

Poi però alcuni problemi legati all’approvazione del bilancio e al servizio di pre e post accoglienza a scuola, da parte dei collaboratori scolastici, fecero slittare l’avvio delle procedure amministrative per l’appalto del servizio e l’avviso pubblico per la ricerca di sponsor.

Tali problemi vennero risolti: la DS trovò la soluzione al servizio pre e post accoglienza, il bilancio fu approvato il 12 dicembre 2013 e stabiliva per il servizio scuolabus il contributo da parte degli utenti e la quota a carico del Comune.

Il 20 febbraio 2014 l’allora responsabile del settore scuola, pubblicò una manifestazione di interesse a partecipare alla procedura negoziata per la gestione del servizio di trasporto scolastico, per il periodo aprile-giugno 2014 e l’a.s. 2014-2015. Di questo atto non si conoscono i risultati e tutto da allora si è perso nella nebbia.

La prossima amministrazione comunale, che noi guideremo con il sostegno di voi cittadini, dopo le elezioni del prossimo ottobre, si impegnerà per offrire agli alunni del nostro istituto comprensivo che risiedono nelle zone esterne ma anche nelle aree più distanti dai plessi scolastici, un servizio che contribuirà a migliorare il benessere delle famiglie e la fruibilità del diritto allo studio.

È una questione di civiltà, da Sambuci a New York tutti hanno questo servizio che invece a castello manca.


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